mer
15
feb
2012
CAMPOREALE. Era conosciuto come il “maestro della pietrificazione”: dipingeva sirene e ninfe che diventavano rocce, stalattiti e stalagmiti. Aveva 72 anni il pittore Antonino Anselmo (nella foto leas) scomparso sabato scorso.
I funerali, in forma solenne, si sono tenuti ieri mattina nella chiesa madre. La sua carriera di artistica era cominciata nelle campagne del Belice, dove giovane pastore, aveva imparato a disegnare sulle rocce. Le stesse che, raccontate attraverso la tecnica del monumentalismo pietrificato, lo faranno apprezzare in Germania, dove emigra negli Sessanta per un posto da operaio. A notarlo è però il professor dell’Accademia d’arte, Manfred Henninger. La tecnica negli anni si raffina e Anselmo, con la “Venere delle Rocce", vince nel 1985 il premio internazionale di Stoccarda. Dal 2008 il pittore operaio, segnato dagli anni e dalla malattia, aveva fatto ritorno nella sua Camporeale, con un ultimo desiderio: “Vedere in vita le mie opere esposte nella terra in cui sono nato”, confidò in un’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia nell’estate del 2009. Un anno e mezzo dopo il Comune e la Regione, dopo lungaggini e intoppi burocratici, inaugurarono la pinacoteca Anselmo, allestita all’interno del Palazzo del Principe, dove sono tutt’ora esposte 206 opere donate dall’artista. Nello stesso anno è uscito il catalogo “Paesaggi”, curato dal critico d’arte Francesco Gallo. (*leas*)
LEANDRO SALVIA