Biblioteca "G. Montalbano"

La Biblioteca Comunale, istituita nel 1982 su richiesta della popolazione per dare uno stimolo culturale ai giovani camporealesi, ha sede all’interno del Baglio del Principe, baglio che faceva parte della tenuta del Principe di Camporeale ed oggi ubicato nel centro storico di Camporeale.

La Biblioteca è costituita da patrimonio moderno ed è stata privilegiata una raccolta di opere prevalentemente a carattere storico-letterario e solo per il 20% a carattere scientifico.

Inoltre è dotata di una “Cineteca”, di una “Mediateca” e di un “Sala musica” con 12 posti a sedere.

 

Il 7 giugno 2011 la biblioteca è stata intitolata al Dott. Giuseppe Montalbano, medico ucciso dalla mafia nel 1988.

 

Biblioteca comunale  "Giuseppe Montalbano "

Atrio principe, 10 Camporeale (PA)

Orari: Lunedì – Venerdì 9.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00


Dott. Giuseppe Montalbano

Il dott. Giuseppe Montalbano nasce a Contessa Entellina (PA) il 08/01/1925, cresce nel paese di origine del padre, Campofiorito (PA), che perde all'età di 4 anni. Dopo la scuola dell'obbligo la famiglia si trasferisce a Palermo ed ivi frequenta il liceo classico "Vittorio Emanuele". Gli ultimi anni del liceo sono segnati dal secondo conflitto bellico che ne condizionerà il regolare svolgimento. Una volta diplomatosi si iscrive alla facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Palermo laureandosi nel 1950 con il massimo dei voti e successivamente specializzandosi in Igiene.
Nel novembre del 1956 incontra Angela Saitta, professoressa di ruolo ed in quell'anno con incarico a Ribera (AG), che sposa nel luglio dell'anno successivo.
Nel 1958 vince il concorso per ufficiale sanitario del comune di Camporeale (PA) ove la famiglia si trasferisce. Nel dicembre del 1959 nasce il primo figlio, Luigi; gli altri due figli Paolo e Valerio nasceranno nel febbraio del 1964 e nell'agosto del 1965. Dopo qualche anno diventa anche medico di famiglia, iniziando un'opera di sviluppo sociale ed umano che prendendo spunto dalla propria professione medica tendeva ad emancipare le classi di popolazioni più basse, formate per la maggior parte da contadini ed allevatori, molte delle quali vivevano nella completa ignoranza (oltre che scolastica) delle principali norme di igiene.
La passione innata per la campagna e per gli animali lo portano ad investire i primi risparmi nell'acquisto di vari terreni nei pressi del paese in contrada Macellarotto, dove costruisce una abitazione che nel corso degli anni diventerà il punto di riferimento oltre che per la famiglia anche per l'intero paese.
Il terremoto della Valle del Belice nel 1968 non risparmia neanche Camporeale e l'abitazione di campagna del dott. Montalbano diventa un centro di accoglienza per tanti sfollati; la stessa Croce Rossa insedia una tendopoli sugli spazi adiacenti la casa costituendovi il proprio quartier generale per il comune di Camporeale.
Per le attività svolte in quel terribile periodo, gli venne assegnata l'onorificenza di Cavaliere del Lavoro che, una volta ritirata, archivia subito in un cassetto nella assoluta convinzione che il vero merito ed onore è quello riconosciuto dalla gente che è stata aiutata non appena a guarire, ma a prendere coscienza della propria dignità di persona aldilà di qualunque differenza di classe.
In occasione della morte di don Antonino Giardelli, stimatissimo parroco del paese, ebbe a commentare su quanto sia "bastarda" la professione del medico; infatti, disse, che quando salvi la vita a qualcuno hai la presunzione e l'arroganza di credere che sia stato merito tuo, ma quando ti muore qualcuno fra le mani comprendi che la vita e la morte non dipendono dalla propria bravura; allora il compito del medico non può essere quello di evitare la morte dei propri pazienti, bensì è quello di tentare di rendere la più dignitosa possibile la vita anche nella malattia più estrema.
In più di una occasione ebbe a dire che non si può fare il medico per mestiere, ma solo per una grande passione per la vita e per la dignità della persona umana, paragonando la scelta di fare il medico quasi a quella di una vocazione sacerdotale.
L'ambulatorio e la casa del dott. Montalbano erano sempre aperte a qualunque ora di qualunque giorno; in famiglia non si ricorda una domenica od una festa trascorsa in casa senza che qualcuno venisse a bussare per una visita urgente o anche solo per chiedere conforto e/o consiglio.
Corteggiato dai tutti gli schieramenti politici presenti in paese, non ha mai ceduto alla tentazione del potere, preferendo restare fuori da logiche partitiche, ma non per questo sottraendosi alle responsabilità sociali, insite nel suo stesso ruolo di ufficiale sanitario, ed esprimendo sempre con chiarezza e fermezza i suoi giudizi su ogni circostanza.
Nel 1982 una delle tante riforme sanitarie subite dal nostro paese, stabiliva l'incompatibilità tra l'incarico di ufficiale sanitario e quello di medico di famiglia, imponendo di fatto una scelta obbligata. Anche se nel primo caso era previsto l'inquadramento come dirigente sanitario nella ex USL 55 di Partinico (PA) con ruoli e compiti di reale potere non esitò a rinunciare a tale prestigioso incarico, preferendo di continuare a fare il medico di famiglia, in quanto riteneva prioritario come uomo e come medico mantenere il rapporto umano con le persone piuttosto che trasformarsi in un burocrate della medicina dietro ad una scrivania.
I vari pezzi di terreno acquistati, coltivati per la maggior parte a vigneto e in parte minore a seminativo, avevano raggiunto una estensione tale da trasformare quella che era una passione in una vera e propria azienda agricola.
Anche in questa attività dimostrava tutta la sua apertura mentale e attenzione alle persone; il dott. Montalbano era uno dei pochi in paese che metteva in regola gli operai che lavoravano nei suoi terreni, che li pagava regolarmente ogni settimana ed il rapporto con i propri impiegati, mai dimentico delle proprie origini contadine, era sempre basato sulla correttezza e stima reciproca; è stato tra i primi ad adottare il sistema di irrigazione a goccia nei vigneti con ottimi benefici sulla resa della produzione del vigneto.
Questa passione per la professione medica, per la campagna e per l'innovazione veniva come "innestata" sia nella moglie, che gli è sempre stata al suo fianco incoraggiandolo nei momenti di difficoltà e sostenendolo nelle scelte importanti, e sia nel DNA dei figli.
Luigi si laureava in Medicina con il massimo dei voti nel luglio del 1984, Paolo in Veterinaria a Bologna nel novembre del 1987 anch'egli con il massimo dei voti e sempre con il massimo dei voti Valerio conseguiva la laurea in Ingegneria, solo dopo otto mesi dalla morte del padre, nel luglio del 1989. Nel novembre del 1988 il dott. Montalbano veniva barbaramente ucciso dalla criminalità mafiosa perché simbolo di una civiltà libera non sottomessa ad alcun potere e per questo scomoda.
A quella data la moglie Saitta Angela era già in pensione, volontaria, da quattro anni; Luigi si era sposato ed esercitava la professione di medico come medico di guardia; Paolo era laureato in Veterinaria e stava svolgendo il servizio di leva obbligatorio come aviere presso l'aeroporto militare di Trapani - Birgi; Valerio era ancora studente del quinto anno di Ingegneria a Palermo.

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