L'Assemblea regionale siciliana ha approvato, in via definitiva, la legge-voto con la quale si propone al Parlamento nazionale di destinare ai territori interessati le somme e i beni sequestrati
alla mafia: il provvedimento è stato approvato all'unanimità con 50 voti favorevoli. La legge prevede di inserire, dopo l’articolo 2 del decreto legge 16 settembre 2008, n. 143, che la
destinazione delle somme e dei proventi affluiti nel Fondo unico giustizia siano destinati allo sviluppo
economico delle comunità locali e dei territori danneggiati dalla criminalità organizzata, nelle Regioni dove è avvenuta la confisca, oltre che per il miglioramento delle infrastrutture e per il
sostegno alle forze dell’ordine.
“Attraverso la restituzione ai territori d’origine dei fondi che la criminalità organizzata ha illecitamente sottratto si raggiunge un duplice obiettivo: far comprendere con i fatti ai cittadini
che lo Stato non solo è dalla loro parte ma è capace di investire per lo sviluppo e la sicurezza delle zone vessate, mortificate e sfruttate dalla mafia”, dice l capogruppo del Pdl-Sicilia
all’Ars Giulia Adamo. “Lanciamo - aggiunge - una sfida tutta politica a chi da sempre si professa federalista, e cioè alla Lega Nord: dimostrino fino in fondo e con i fatti di credere a questo
principio, e si impegnino concretamente nelle Aule del Parlamento affinché questa nostra proposta diventi realtà”. “Che i beni mobili ed immobili, così come i patrimoni finanziari, possano essere
destinati alla Regione, nella fattispecie alla Sicilia, dove vengono confiscati difficilmente troverà applicazione perché, già in passato, il ministro nordista-leghista Tremonti ha dato ampia
dimostrazione di utilizzarlo prevalentemente per finanziare opere pubbliche in Piemonte, Lombardia e Veneto. Siamo amaramente convinti che il ministro difficilmente rinuncerà a questa
prerogativa”, afferma Toto Cordaro, vice capogruppo Udc all’Ars e componente della commissione regionale Antimafia.
“Il Consorzio sviluppo e legalità, progetto pilota del ministero degli interni che ha dimostrato di sapere gestire i beni confiscati alla mafia nei comuni a più alta densità mafiosa, oggi rischia
il blocco delle attività per la mancata concessione del contributo da parte della regione Sicilia”, dice Salvino Caputo, presidente della commissione regionale Attività produttive e componente
della commissione parlamentare Antimafia dell’Ars, che questa mattina ha presentato un ordine del giorno per impegnare l’assessore regionale alla famiglia Caterina Chinnici a concedere un
contributo al Consorzio sviluppo e legalità che opera nei comuni di Monreale, Altofonte, Corleone, San Giuseppe jato, San Cipirello, Piana degli Albanesi, Camporeale.
fonte: SiciliaInformazioni.com