"La strage e i depistaggi: il castello d'ombre su Portella della Ginestra". A 63 anni di distanza dall'eccidio del 1 maggio '47 arriva in libreria un nuovo volume che racconta misteri e
insabbiamenti. L'autore è Francesco Petrotta che da anni conduce una minuziosa ricerca archivistica sulle lotte contadine e sulla dura repressione che in quegli anni vide impegnati agrari,
mafiosi e pezzi dello Stato.
"Ciò che mi ha spinto a cimentarmi in questo faticoso lavoro di ricerca - spiega l'autore, nato e cresciuto a Piana degli Albanesi - sono stati i vari tentativi di espropriazione della strage di
Portella portati avanti da studiosi lontani ed estranei a questi luoghi". A detta di Petrotta "questi storici, per meglio sostenere le loro ipotesi, hanno messo in ombra le dure lotte condotte
dai contadini di Piana e del suo circondario". Nei primi capitoli del volume si racconta il contesto in cui maturò la strage di Portella: l'occupazione dei feudi "Scala" e Feotto" e la vittoria
delle sinistre alle elezioni amministrative del '47 nei Comuni di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello.
Ma anche la dura repressione degli agrari e la ferocia criminale dei capimafia: Giuseppe Troia, Emanuele Brusca, Salvatore Celeste, Giuseppe Riolo e Francesco Cuccia. Fino ad arrivare a quel
tragico mattino del Primo maggio di sangue, in cui, sotto i colpi della banda Giuliano, persero la vita undici manifestanti. Il volume, pubblicato dalla casa editrice Ediesse, sarà presentato
martedì, alle ore 10 e 30, nell'aula magna della facoltà di Lettere e Filosofia di Palermo. (*LEAS*)
LEANDRO SALVIA fonte: ValleJato.it
GDS DEL 24 APRILE 2010