"Arturo e dintorni" di Vincenzo Rizzuto "Il Filo" Editore

Sarà presentato prossimamente a Camporeale, dall'Associazione Culturale "L'Incontro", Arturo e dintorni, il romanzo che segna il debutto letterario dell’autore siciliano Vincenzo Rizzuto. Il volume, edito da Il Filo (161 pagine, prezzo 14,50 euro), è in commercio da oggi in circa cinquecento librerie italiane e può essere inoltre acquistato consultando il catalogo telematico del sito “Internet bookshop” all’indirizzo: http://www.ibs.it/code/9788856708585/rizzuto-vincenzo/arturo-e-dintorni.html.

 

TRAMA. In un tempo non ben definito, in una Sicilia dai contorni sfumati, si susseguono le avventure di Arturo, sempre pronto a salire di corsa sui treni senza mai aver comprato il biglietto, e di una serie di personaggi che si affacciano, volenti o nolenti, nella sua vita e in quella dei suoi amici. Un piccolo paese fa da sfondo a questa girandola di storie, che si seguono e si intersecano in una serie di spirali, in cui il protagonista, e quindi il punto di vista, cambia vorticosamente. Ne nasce un colorato romanzo a più voci, in cui i personaggi reclamano prepotentemente il ruolo di protagonista, mettendo in primo piano la loro storia e la loro vicenda. Arturo e dintorni sembra un gioco di luci e di suoni in cui Vincenzo Rizzuto fa prendere corpo ai suoi ricordi, dando una forma sempre dinamica alle proprie esperienze, creando una trama fantasiosa in cui Arturo è solo il pretesto per raccontare cento altre storie, un filo che unisce tutte le molteplici storie narrate, guidato sempre da un forte umorismo e da una ferrea logica: “Il treno fuma; io fumo: io sono un treno”. Questo è Arturo.

 

L’AUTORE. Vincenzo Rizzuto è nato a Camporeale, piccolo centro agricolo in provincia di Palermo, il 12 febbraio 1947. Lì ha vissuto stabilmente con la famiglia fino all’età di 13 anni. Dal 1960 vive a Palermo, dove ha prima conseguito la maturità classica per poi laurearsi in Giurisprudenza. Per 30 anni, dal 1976 al 2006, ha lavorato come impiegato alla Sicilcassa, poi Banco di Sicilia. Arturo e dintorni è la sua prima pubblicazione.

 

IL BRANO. […] L’estate, come tutte le cose desiderate, era lenta ad arrivare, forse perché tanta era la voglia di togliersi l’umidità dalle ossa; ma una volta arrivata, sembrava non finire mai.

Una volta, invece, l’estate non finì più davvero, e non piovve per tre anni.

La gente di campagna era disperata.

Un pomeriggio, improvvisamente, il cielo si oscurò e fu squarciato da lampi terrificanti, e l’aria squassata da tuoni che sembravano bombe.

Le donne istintivamente tirarono fuori dal comò il quadro di SantIgnazio, e incominciarono a recitare la solita litania: “Tro­nu, tronu vatinni arrassu, chista è la casa di santu Gnaziu”, ma gli uomini glielo tolsero subito dalle mani a forza di bestemmie. Di pioggia, però, neppure uno sputo. Mentre le terre dei paesi vicini acqua non ne volevano più.

Passuluni, al circolo, fece una riflessione ad alta voce: «‘U Patreternu all’avutri ci runa l’acqua, e ccà ni manna sulu lampi e tro­na!». […]

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Commenti: 14

  • #1

    Bart (mercoledì, 25 marzo 2009 13:03)

    non sono un lettore accanito, ma soltanto l'idea di leggere un libro ambientato a Camporeale, con personaggi possibilmente reali e vecchi racconti, suscita in me tantissima curiosità. Non vedo l'ora... E vi farò anche sapere il mio punto di vista. saluti

  • #2

    armando v. (mercoledì, 25 marzo 2009 17:40)

    Ho letto le prime 90 pagine del libro con grande intensità e trasporto, pur non conoscendo i fatti in questione. Ciò che rende il romanzo estremamente interessante è a mio parere l'intreccio della trama fatta di storie che si alternano, si interrompono per poi riprendere seguendo un filo conduttore di ironia che accompagna ogni episodio narrato

  • #3

    Peppe (mercoledì, 25 marzo 2009 22:06)

    Sembra molto interessante. Ancora non l'ho letto ma sembra che come genera somigli molto ai libri di Camilleri: molte storie che si alternano seguendo sempre un filo principale. Vi farò sapere anche io

  • #4

    Giovanni_S (venerdì, 27 marzo 2009)

    Letto tutto d'un fiato, veramente bello. Aspetto con curiosità la presentazione dell'opera da parte dell'autore...

  • #5

    Benedetto (venerdì, 27 marzo 2009 10:01)

    ma dove lo avete trovato così presto? ho notato che sul sito www.ibs.it ci vogliono 20 giorni prima che arrivi... io non voglio più aspettare. fatemi sapere

  • #6

    Giovanni_S (venerdì, 27 marzo 2009 12:22)

    Per Benedetto: ho letto in un articolo che il romanzo può essere ordinato in tutte le librerie italiane fornite da Ugo Mursia editore, normalmente arriva dopo una settimana! Saluti

  • #7

    Paolo senior (venerdì, 27 marzo 2009 13:10)

    Le ragioni della vita portano spesso gli uomini a star fuori dal proprio paese natio, lontani dai luoghi dell'infanzia e della gioventù. Questo, a volte, genera rimpianti per tutto ciò che più non ci circonda.
    "Arturo e dintorni", oltre a raccontare con sapienza e discrezione storie e personaggi, evoca in tanti di noi la struggente bellezza di quel tempo.
    Un affettuoso ringraziamento a Vincenzo Rizzuto, mio amico di sempre, per averci ricondotti ai luoghi della memoria.

  • #8

    INFO (sabato, 28 marzo 2009 02:40)

    A integrazione delle precedenti informazioni sulla distribuzione del libro: "Arturo e dintorni" è fisicamente disponibile presso la libreria Sciuti di Palermo (nell'omonima via)e dalla fine della settimana entrante, lo sarà anche da Flaccovio, sempre a Palermo, in via R.Settimo.

  • #9

    Fara Misuraca (lunedì, 06 aprile 2009 22:23)

    Gradevole e a tratti divertente. Così definirei questa anarcoide raccolta di “caratteri” che ruotano attorno ad Arturo in un non precisato luogo della provincia siciliana. Uno stile minimalista ma arguto che ben descrive vita e personaggi di un piccolo centro di provincia. Una rassegna di fenotipi “animali”, presentati con i loro tic, le loro presunzioni, le loro gioie e loro paure. La vita di tutti giorni e soprattutto delle notti tirate fino all’alba, vista in chiave che ricorda l’Avant pop, fondendo registri colti ( fin dal titolo che cita l’Isola di Arturo della Morante, anch’esso costruito sul filo della memoria) e popolari, lingua italiana e dialetto, vero e verosimile con la tecnica del taglia-incolla propria della cultura digitale. I ritratti dei protagonisti che incrociano la vita di Arturo sono disegnati “in punta di penna”, una penna sottilmente ironica mai malinconica o nostalgica. Leggere e seguirli nelle loro dis-avventure è come vedere un film dei fratelli Cohen.

    La cosa più bella, almeno per me, di questo romanzo è lo sguardo distaccato con cui è raccontato. Senza nostalgia, senza rimpianto ma da osservatore partecipante e non giudicante.

    L’Arturo di Rizzuto gode, in un tempo sospeso, in una provincia siciliana dai contorni sfumati, di un'assoluta libertà nella dimensione magica della memoria come momento irripetibile.

    Vincenzo Rizzuto è nato a Camporeale, piccolo centro agricolo in provincia di Palermo, il 12 febbraio 1947. Lì ha vissuto stabilmente con la famiglia fino all’età di 13 anni. Dal 1960 vive a Palermo, dove ha prima conseguito la maturità classica per poi laurearsi in Giurisprudenza. Per 30 anni, dal 1976 al 2006, ha lavorato alla Sicilcassa, poi Banco di Sicilia. Arturo e dintorni è il suo primo romanzo.

    Fara Misuraca - www.ilportaledelsud.org

  • #10

    Vincenzo Rizzuto (martedì, 07 aprile 2009 14:50)

    ARTURO E DINTORNI, per certi aspetti, è anche un romanzo di iniziazione:
    c’è la partecipazione defilata dell’autore, appena adolescente, e di un gruppo di sbarbatelli che, all’inizio, assistono, da spettatori, alle imprese dei più grandi, ma che, nel corso della narrazione, vanno diventando più grandi anche loro, fino a raggiungere i “grandi” di prima che, come per magia, si erano fermati ad aspettarli. E’ il racconto della gioventù di diverse generazioni, concentrate in un’unica stagione, dalla quale tutti usciranno adulti, per andare, poi, ciascuno per la propria strada.

    Mi sono divertito - certamente per la voglia di raccontarmi - a disseminare, ad arte, qua e là, fra le pieghe del racconto, a volte tracce, indizi, citazioni note, altre volte stimoli subliminali (come quelli della pubblicità occulta), per il piacere personalissimo di far scoprire le mie preferenze letterarie (a cominciare dal titolo, che riporta a “L’isola di Arturo” della Morante e al protagonista di alcuni romanzi di John Fante: Arturo Bandini, appunto; la descrizione della “vita di tutti i giorni e soprattutto delle notti tirate fino all’alba, vista in chiave che ricorda L’avant pop”, come ha perfettamente intuito la professoressa Fara Misuraca, che ha recensito il libro, sul suo sito); i gusti musicali: i cantautori genovesi, da Paoli a De André; la passione per il jazz, attraverso la citazione di un verso di una canzone di P.Conte, altro mito.

    Vincenzo Rizzuto

  • #11

    Beppe (mercoledì, 08 aprile 2009 12:27)

    Caro Vincenzo,

    ho appena finito di leggere il tuo libro. Premetto immediatamente che, se non mi fosse piaciuto, avrei interrotto la lettura dopo le prime pagine e, alla prima occasione, ti avrei formulato di presenza alcune generiche considerazioni di circostanza.
    L'ho letto quasi tutto d'un fiato.
    Non sono un critico letterario e non voglio certo pretendere di diventarlo in questa occasione. Se si trattasse di un saggio potrei anche avventurarmi in un tentativo di approfondimento, ma questa è narrativa e, come è mia abitudine in questi casi, mi limito ad analizzare le sensazioni epidermiche, se vogliamo, ma consapevoli che essa suscita in me.
    Bando, quindi, a ricerche sul background culturale, sul giuoco della memoria, sulla realtà dei personaggi o sulla loro verosimiglianza, se di fantasia.
    I personaggi vanno valutati per quello che sono sulle pagine del libro e non, se realmente esistiti, per quello che sono stati nella vita reale.

    Pertanto, cosa posso dire del tuo libro?

    1) Bello l'utilizzo della lingua italiana (essenziale e concreta), perfetti gli inserimenti dialettali (lingua siciliana realmente parlata e non letteraria o semi inventata), utilizzo di una punteggiatura che consente a te autore di guidare con mano me lettore lungo lo svolgersi dei tuoi pensieri.

    2) Tratteggio dei personaggi che spesso richiama alla memoria di noi lettori, soprattutto siciliani, scene di vita vissuta in anni lontani.

    3) Non mi sono tanto divertito a leggere un libro di narrativa da quando, circa un quindicennio fa, lessi "Il Birraio di Preston" di Camilleri.

    4) "Arturo e dintorni" è assolutamente degno di cittadinanza in quel genere letterario rappresentato al vertice da Sciascia con "Gli zii di Sicilia".

    In conclusione, caro Vincenzo, auguro a te come scrittore ma soprattutto a me come lettore che tu voglia, in futuro, regalarci altri momenti di piacevolissima lettura.

    Un caro saluto

    Beppe

  • #12

    francesca (lunedì, 18 maggio 2009 16:25)

    complimenti

  • #13

    benedetta marcianti (lunedì, 18 maggio 2009 16:50)

    Sono la preside incaricata dell'i.c. di Camporeale.Una nostra comune amica mi ha fatto dono del suo libro che ho letto d'un fiato,con grande divertimento e un pezzico di malinconia.Malinconia per quel mondo che lei descrive e che è dentro di quanti come lei e me sono nati e vissuti da ragazzi in un piccolo paese dell'entroterra dove la vita scorre monotona, ravvivata solo dalle chiacchiere del circolo, dagli avventori di quell'unico bar, dai racconti di chi veniva dalla città, dalle piccole manie o fobie dei vari personaggi.Malinconia per quella che l'autore definisce l'arte dell'incontro; per gli odori,i sapori,la musica d'altri tempi che sembrano essere emanati ad ogni pagina del suo libro.A mio modesto parere,oltre agli innumerevoli ed indubbi richiami letterari(da Verga al primo Pirandello a Sciascia) lei, dottor Rizzuto, ha compiuto la stessa operazione che ha fatto, in campo cinematografico Giuseppe Tornatore con Nuovo Cinema Paradiso.Ha creato dei cammei che si fissano nella mente con personaggi singoli o gruppi di personaggi, che parlano da soli o in coro come nei Malavoglia, attaccati come l'ostrica quelli, legati alla piazza, al caffè, alle vie del paese questi suoi.Chi si stacca, chi ha voglia di evadere, 'Ntoni Malavoglia o Arturo Santangelo, finisce male, quest'ultimo precipitato da quel treno in corsa che aveva sempre anelato di prendere.E la cultura 'ufficiale'?Anche quella ha un suo ruolo:incute senz'altro paura:dai teoremi di geometria del capomastro alle domande senza scampo di quel maestro,il 'maestro unico' che chiedeva agli alunni se parlasse in turco o in arabo senza lasciare nessun'altra opzione se non l'immancabile tirata d'orecchie.Mi auguro che il suo libro venga letto a scuola dai ragazzi di Camporeale e che,dopo le presentazioni ufficiali,lei possa venire personalmente a commentarlo.

  • #14

    Vincenzo Rizzuto (martedì, 19 maggio 2009 01:38)

    Gentilissima preside Marcianti,

    grazie, intanto, di aver voluto fare la conoscenza di Arturo e dintorni.
    Ho molto apprezzato le sue considerazioni puntuali sul contenuto del romanzo e mi sento oltremodo gratificato degli accostamenti letterari che ha richiamato.

    Essenzialmente, siamo ciò che abbiamo letto (la musica che abbiamo ascoltato, i film, il teatro e le opere d’arte che abbiamo visto), ma soprattutto, siamo la gente e i luoghi (che parlano pure loro) che abbiamo “incontrato”, nel senso più profondo del termine, e che sono la nostra vera linfa vitale.

    Mi piacerebbe tanto che i ragazzi e la gente di Camporeale, la mia gente, leggessero questo libro, evitando di individuare nelle pagine scritte questo o quell’altro personaggio reale. Sarebbe un gioco impossibile, perché spesso uno è l’alterego dell’altro, che gli ruba la scena e le battute.

    La chiave di lettura va invece ricercata nell’atmosfera, nei suoni e nei colori di un mondo che, quello sì, ci è profondamente appartenuto.

    Vincenzo Rizzuto

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