Si è da pochi giorni tenuto l’incontro di presentazione del libro di Vincenzo Rizzuto “Arturo e dintorni”.
Alla fine dell’incontro in molti ci hanno fatto i complimenti per l’iniziativa. Qualcuno ci ha detto anche che a Camporeale era da tempo che non si vedeva un evento del genere. Da un lato ciò non può
che farci piacere e riempirci di orgoglio, dall’altro queste riflessioni ci mettono di fronte ad una realtà: a Camporeale negli ultimi anni, si è persa la propensione a creare momenti di riflessione
e di formazione. Certo non tutto è negativo: non si è persa una certa vitalità nel creare eventi ludici e folcloristici come ad esempio il Carnevale Camporealese, il Natale con i presepi viventi la
stessa gimkana automobilistica, ecc... Eppure, e qui mi rifaccio alla riflessione di Gaetano Solano (vedi: “Dalla cultura il riscatto” p. 12) a fronte di tante variegate realtà , l’aspetto
meramente culturale è stato trascurato. La cultura è vista come una cosa distante e non come un qualcosa da proporre a tutti. A Camporeale, scrive Gaetano Solano, “ purtroppo il discorso culturale
non è mai stato un’istanza da portare avanti, per cui si assiste a questo analfabetismo di pensiero che è la vera causa del sottosviluppo e della mancanza di prospettive socio economiche per la
nostra terra”. Ho voluto ribadire questo concetto anche alla presentazione del libro, che invece è stata una grande occasione di incontro e di riscoperta del senso della stessa parola “cultura”.
Quale modo migliore di fare cultura se non quello di riflettere su se stessi, sul proprio paese, sul proprio passato, per riscoprirci nelle nostre tradizioni e nelle nostre appartenenze? Cultura è
sinonimo di apertura ma anche di legame a origini e storia. Tutto però gira attorno ad un altro fattore che la cultura presuppone: “La coscienza”. Senza coscienza saremmo come delle macchinette che
ripetono gesti in automatico senza introspezione, senza cioè ricercarne il senso. In altre parole vivere senza cultura non significa avere limitate conoscenze ma vivere la vita come se questa non ci
riguardi. Ed invece ci riguarda! Per questo è urgente che a Camporeale si riprenda il discorso culturale, altrimenti ci troveremo sempre schiavi dei potenti di turno. Occorre perciò iniziare
nuovamente ad affrontare tematiche culturali ma anche sociali. Chissà se non saremo proprio noi de “L’incontro”, con il beneplacito postumo di Arturo a proporle? Metti la presentazione di un libro a
Camporeale e vedi cosa si va a pensare (e chissà, a realizzare).
Francesco Di Maggio
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