"Dalle sabbie mobili si può uscire"

di LaSicilia.it 21.10.09

«I consiglieri comunali devono capire che il fallimento di Amia non li salva, perchè se fallisce i creditori si rivarranno sul Comune, generando il dissesto finanziario che, per legge, va coperto con un aumento generalizzato delle imposte locali. Quindi non è sbagliato dare i soldi dell'Irpef all'Amia. Altrimenti trovino altre soluzioni, se non vogliono essere travolti dal fallimento dell'azienda».
É il concetto che i sindacati hanno chiarito ieri ad alcuni rappresentanti politici di Sala delle Lapidi, notificando la richiesta di incontro ai capigruppo e alle commissioni consiliari Bilancio e Aziende partecipate. Facendo intendere che se non saranno ascoltati al più presto, le maestranze che finora hanno garantito il servizio torneranno a scioperare.
Una soluzione, dunque, è richiesta in ogni caso: il Consiglio non può illudersi di ignorare il deficit dell'Amia e di occuparsi solo del riequilibrio del bilancio comunale per scongiurare lo scioglimento dell'assemblea.
Frattanto la chiusura della discarica di Bellolampo, decisa ieri dall'Amia per sollecitare a sindaci e Ato morosi il pagamento dei debiti pregressi o almeno del conferimento dei rifiuti in corso, ha ottenuto un «miracolo»: la riapertura a breve delle discariche di Partinico e Camporeale, mentre a seguire potrebbe essere attivata quella mai aperta di Bolognetta. Lo ha deciso la cabia di regia runitasi ieri con gli assessori regionali all'Ambiente, Mario Milone, e alla Protezione civile, Gaetano Armao, con l'Anci, i sindaci e gli Ato rifiuti. Nel frattempo Armao, sentito il governatore Raffaele Lombardo, i sindaci e gli Ato, in testa il presidente del Coinres Vitale Gattuso, ha comunicato ieri sera ad Amia che sarà la Protezione civile a pagare per i prossimi 15 giorni il conferimento in discarica dei rifiuti. Dunque Bellolampo dovrebbe riaprire subito. Sembra scongiurata la paralisi della raccolta rifiuti in 60 Comuni della provincia.
La decisione è stata imposta dal fatto che l'Amia non aveva inteso mantenere l'impegno di tenere aperto l'impianto giusto il tempo di consentire alla Regione di risolvere il problema finanziario degli Ato. Protezione civile e prefettura, per agire, attendono ora da parte dei sindaci la dichiazione di stato d'emergenza sanitaria e ambientale.
Infine, i cenciaioli hanno protestato a piazza Pretoria e sono saliti sul tetto di Palazzo delle Aquile. Chiedono ad Amia il pagamento di oltre 50 mila euro. L'azienda ha detto di avere girato circa 4 mila euro e di attendere dal consorzio di riciclaggio il pagamento delle altre fatture.
michele guccione

fonte: LaSicilia.it

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