Il rilancio del purceddu

di CamporealeLive 04.09.09

E’ uno dei  frutti più antichi dell’agricoltura trapanese e dei comuni dell’alto belice corleonese. Ha la buccia verde e rugosa e la forma ovale, è una varietà rustica che si coltiva rigorosamente in asciutto. La polpa è succosa e diventa più buona e dolce con il passare del tempo grazie alla progressiva concentrazione degli zuccheri contenuti nella polpa.
 Si tratta di una varietà che, visti i prezzi di mercato, porta minimi guadagni ed è diventata sempre meno redditizia nel tempo. Questo  ha portato all’abbandono quasi totale della coltivazione da parte degli agricoltori e ad una conseguente riduzione della quantità prodotta.
Un piccolo gruppo di agricoltori, soprattutto alcamesi, si è riunito in associazione per rilanciare quello che oggi è anche uno dei presidi SlowFood: il melone "purceddu d'alcamo", più comunemente conosciuto come "melone d'inverno" per la sua serbevolezza. 
Nell’area di produzione del presidio rientra, oltre che Alcamo, Castellammare del Golfo,  Calatafimi, Roccamena e San Giuseppe Jato, anche Camporeale, che non vede però nessun produttore di questo antico frutto.
I meloni  prima venivano appoggiati in locali freschi e ventilati e girati periodicamente per evitare i marciumi, adesso i coltivatori del presidio, dopo averli avvolti in retine, li appendono in apposite strutture di legno, come salami.
Le esportazioni, anche di modeste quantità, sono consolidate in Svizzera e in alcune zone del nord Italia, ma dai primi di ottobre si potrà comprare il “purceddu” in 18 supermercati e 5 ipermercati in Piemonte, Lombardia e Liguria.

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