Libri, presentato a Camporeale "Arturo e dintorni" Primo romanzo dello scrittore siciliano Vincenzo Rizzuto

Una colorata storia a più voci, in cui i personaggi reclamano prepotentemente il ruolo di protagonista, mettendo in primo piano la loro vicenda. Sullo sfondo, un piccolo paese dell’entroterra siciliano. Sono gli ingredienti di Arturo e dintorni, romanzo che segna il debutto letterario dello scrittore siciliano Vincenzo Rizzuto. Il libro (edito da Il Filo, 161 pagine, 14,50 euro) è stato presentato ieri a Camporeale, in provincia di Palermo, nell’aula consiliare “Gaetano Vaccaro”. L’iniziativa è stata promossa dall’associazione culturale “L’incontro”. Una sorta di “ritorno a casa” per l’autore, nativo proprio di Camporeale, che davanti a un’affollata platea ha ripercorso le tappe che hanno portato alla stesura del romanzo.

 

“Per certi versi – ha spiegato Rizzuto – Arturo e dintorni è un romanzo di iniziazione: c’è la partecipazione defilata dell’autore, appena adolescente, e di un gruppo di ragazzini che, all’inizio, assistono da spettatori alle imprese dei più grandi, ma che, nel corso della narrazione, vanno crescendo a loro volta fino a raggiungere i grandi di prima, che come per magia si erano fermati ad aspettarli. È il racconto della gioventù di diverse generazioni, concentrato in un’unica ideale stagione, dalla quale tutti usciranno adulti, per andare, poi, ciascuno per la propria strada”.

“Mi sono divertito – ha continuato Rizzuto – a disseminare qua e là, fra le pieghe del racconto, tracce, citazioni, indizi con l’obiettivo di far emergere le mie preferenze letterarie. A cominciare dal titolo, che riporta a L’isola di Arturo, di Elsa Morante, e al protagonista di alcuni romanzi di John Fante: Arturo Bandini, per l’appunto”.

La presentazione del libro è stata accompagnata dalla proiezione di un filmato, realizzato dai ragazzi dell’associazione “L’incontro”, attraverso il quale sono stati ricostruiti i paesaggi, le ambientazioni e i dialoghi più significativi del romanzo.

“Arturo è molto più di un personaggio – ha detto Elena Beninati, giornalista, che ha presentato il libro insieme a Francesco Di Maggio, presidente dell’associazione “L’incontro” – È l’alter ego di una serie di personaggi che reclamano la scena; una scena quasi pirandelliana. Arturo, infatti, ricorda moltissimo il Vitangelo Moscarda di Uno, nessuno e centomila. Arturo e dintorni è una sequenza di racconti intrecciati, un bailamme narrativo. Arturo, inoltre, è un personaggio internazionale, parte per Bologna, va in Germania, insomma porta il paese fuori dai suoi confini territoriali”.

 Per Francesco Di Maggio, Arturo e dintorni non è un libro qualunque. “Si tratta di un romanzo – ha affermato – che parla di noi, non da un’angolatura sociologica o per chissà quale volontà di indagine antropologico-scientifica. È un libro che parla di noi dal di dentro, nato quasi per caso dalla raccolta di una serie di appunti”.

Entusiasta anche il sindaco di Camporeale, Vincenzo Cacioppo, intervenuto alla presentazione. “Arturo e dintorni – ha detto – rimarrà indelebilmente nella memoria storica del paese. Molti altri episodi avrebbero meritato di essere immortalati tra queste pagine; chissà che magari non possano costituire lo spunto per una sorta di seconda puntata…”.

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Commenti: 4

  • #1

    CHIAZZALORI (lunedì, 07 settembre 2009 13:45)

    I MIEI PIU' SENTITI COMPLIMENTI E CONGRATULAZIONI PER ASS. L'INCONTO CHE HA ORGANIZZATO UNA MANIFESTAZIONE INTERESSANTISSIMA... COMPLIMENTI VIVISSIMI

  • #2

    nirvusu (lunedì, 07 settembre 2009 16:50)

    ho già letto il libro ma mi avrebbe fatto tanto piacere conoscere l'autore ed essere stato a questa bellissima iniziativa dell'Ass. culturale L'incontro.
    Noi camporealesi abbiamo bisogno di gente come voi per poter crescere

  • #3

    VINCENZO RIZZUTO (domenica, 13 settembre 2009 01:53)

    Ho incontrato – sere fa - un amico di lungo corso, un veterano: uno di quelli con i quali si faceva l’alba. Ogni volta che lo rivedo, non posso fare a meno di rivedere, come in un film, la stessa scena: Una luminosa mattina d’estate – saranno state le sei o giù di lì - in compagnia di altri due tipi, uscivamo dalla sezione del partito liberale, che si trovava in via Minghetti, sopra la Farmacia Giammalva, dopo una nottata – penserete voi - di appassonate discussioni politiche su Malagodi e Pannunzio. No! Eravamo reduci d’una seduta di poker, dalle sei del pomeriggio precedente, come molte altre notti. Solo che quella mattina, imboccando corso Umberto, incrociammo il padre del mio amico che saliva a dorso di mulo, per andare a lavorare in campagna. L’ onest’uomo ci salutò con benevolo stupore, e con un affettuoso: “Picciotti, matinata, facistivu”. E il figlio, faccia di bronzo: “Si, Papà! Stamatina avemu un saccu di cosi di spirugghiari”.
    Questo amico, con un senso quasi di compiacimento, mi disse: “Sai? Arturo e Dintorni è il primo libro che leggo in vita mia, e mi è piaciuto tanto che l’ho letto già due volte”.
    Ho cercato di capire le motivazioni di tanto interesse. Mi venne in mente una frase di Cesare Pavese che, quando lessi per la prima volta, mi folgorò come fosse una delle verità rivelate:

    “Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra - che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”.

    Pensai che le mie parole scritte avevano raggiunto quella zona della sensibilità del mio amico, nella quale risiedevano le sue parole non scritte.
    Spero che il mio amico lo rileggerà ancora, per trovarvi chi sa quali nuovi spunti, per poi cambiare libro e rendersi conto che, in tanti altri libri, ci sono parole sue che aspettano di risuonare.
    A questo punto, si può forse dire che tutti abbiamo dentro di noi romanzi non scritti, che scorrono come fiumi sotterranei, che cercano di uscire fuori, non importa da chi.

  • #4

    VINCENZO RIZZUTO (domenica, 13 settembre 2009 13:34)

    Lo scritto precedente è la parte centrale di una lettera più articolata che, per una mia errata manovra al computer, non è giunta a destinazione nella sua interezza.
    Voglio quindi rimediare, sintetizzando il "prima" e il "dopo".
    Ringrazio ancora tutte le persone intervenute alla presentazione del libro, nella magnifica aula consiliare dell'atrio Principe (tanto evocativo per me e i miei giovanissimi amici di allora, con i quali incominciai a dare i primi calci a una palla,non un pallone, che sarebbe stato già un lusso possedere; lo ricordavamo, l'altra sera, proprio con Francuzzu Misuraca, il più piccolo della squadretta della "Juventus" che avevamo messo su per contrastare l'altra squadra della "Fiornetina", capitanata da Pasquale. Erano scontri epici, in cui ogni goal era contestato e i falli assegnati a chi riusciva a gridare di più).
    Ringrazio - ma l'avevo già fatto separatamente - il sindaco Vincenzo Cacioppo, Francesco Di Maggio e i ragazzi dell'Associazione "L'Incontro", per la perfetta organizzazione e per quel filmato, bellissimo che sono riusciti a realizzare; Elena Beninati, tanto giovane e già così brava; tutti gli amici che hanno voluto parlare, partecipando le loro emozioni e quelli che non sono riusciti a farlo, o hanno preferito tenersele dentro.
    Ho già avuto modo di dire come è nato "Arturo e dintorni". All'inizio era un ingorgo di battute che stavano saturando la mia mente. Da qui la partecipazione, quasi scherzosa, agli amici di scrivere un un libro - a scopo terapeutico, quasi una autopsicoanalisi - nel quale rinchiudere, una volta per tutte, quella folla di personaggi. La cosa cosa sorprendente, per me, fu che questi soggetti incominciarono a muoversi autonomamente, sfuggendomi di mano, per recuperare il loro linguaggio e suggerire loro a me la trama.
    Pertanto, voglio dire che i personaggi vanno valutati per quello che sono sulle pagine del libro e non, in quanto realmente esistiti, per quello che sono stati nella vita reale. Mi sono lasciato catturare completamente dall'avventura dell'immaginazione, per cercare di mantenere una certa fluidià nella narrazione, allo scopo di farla somigliare il più possibile alla vita stessa, che è e diviene.

    Un saluto affettuoso a tutti.

    Vincenzo Rizzuto

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