(AGI) - Palermo, 15 ott. - Oltre 50 sindaci di Comuni della Provincia di Palermo hanno occupato la sala Giuseppe Alesi del terzo piano di Palazzo D'orleans, sede della presidenza della Regione
Sicilia, per sollecitare la riapertura permanente della discarica di Bellolampo, a Palermo, al conferimento dei rifiuti provenienti dagli Ato provinciali. La protesta e' iniziata subito una
riunione con l'assessore regionale al Territorio, Mario Milone, in cui e' stata concordata dall'Amia, l'ex municipalizzata che gestisce l'impianto, una proroga di soli 10 giorni. L'azienda vanta
infatti nei confronti dei Comuni crediti per decine di milioni relativi all'uso della discarica e ha concesso un ulteriore termine perche', con l'apporto della Regione, si stabilisca un piano per
la copertura dell'esposizione dei Comune. I sindaci pero' erano in attesa di incontrare il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e non sono rimasti soddisfatti dalla semplice proroga.
Chiedono un tavolo permanente perche' il conferimento dei rifiuti a Bellolampo possa continuare "sine die e a prezzi accessibili, perequati rispetto alle altre discariche presenti sul territorio
regionale".
"E' necessario definire un nuovo assetto degli Ato -dice il sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino- e contestualmente mantenere alto il livello del servizio e garantire lo stipendio ai
lavoratori". Vitale Gattuso, sindaco di Castronovo di Sicilia e presidente del Coinres, consorzio di 21 Comuni per la gestione rifiuti, aggiunge: "Occupiamo questa sala per dimostrare, se ancora
ce ne fosse bisogno, lo stato di estrema emergenza relativa all'igiene pubblica dei nostri Comuni. Qui ci sono tutti i sindaci della Provincia, e' evidente che e' diventata un'emergenza da
risolvere subito". Presenti e solidali con i sindaci anche i deputati regionali Nino Dina dell'Udc e Salvino Caputo del Pd, presidente della commissione Attivita' produttive dell'Ars. "Siamo qui
-ha detto Caputo- a denunciare tutti il fallimento di sistema che sta creando danni ai Comuni della Provincia".
fonte: Agi.it