Salite sulla vostra auto, allacciate le cinture di sicurezza e preparatevi ad un viaggio pieno di insidie, costretti a fare lo slalom da vero rallista per evitare buche e pericoli di ogni
genere...É l’esperienza che vivono ogni giorno gli automobilisti che si mettono in macchina e transitano per le insidiose vie di Camporeale.
Passiamo alla segnaletica stradale... Le indicazioni degli enti pubblici sono carenti o per meglio dire quasi inesistenti, come le indicazioni per gli uffici comunali, per le poste, le scuole ma
anche per il capoluogo e i paesi vicini, quelle per la Palermo-Mazara e per la Palermo-Sciacca. La segnaletica stradale è fondamentale per i forestieri che sono solo di passaggio ma ricorderanno
sempre quel paese sconosciuto che hanno attraversato facilmente senza il bisogno di dover chiedere a qualcuno la direzione giusta o per chi arrivato a Camporeale per sbrigare delle commissioni deve
poi andare in un altro paese vicino.
Vogliamo parlare inoltre di una cosa che contraddistingue i camporealesi cioè... “i dialoghi ambulanti”. Che bellezza quando si incontrano due persone su macchine diverse e si fermano in mezzo alla
strada a parlare del più e del meno senza neanche preoccuparsi se stanno bloccando o meno il traffico, e guai a chi si permette, suonando il clacson, di interrompere quell’attimo o per meglio dire
quel quarto d’ora di intimità tra i due automobilisti... sarebbe pura inciviltà! Questo comportamento è comprensibile solamente a chi veramente conosce quel forte legame che esiste tra il
camporealese e la sua macchina... Se qualcuno ha qualche dubbio in merito a quanto detto provi ad osservare con quale “passione” il camporealese parcheggia davanti al bar in piena piazza e
soprattutto in curva, davanti al tabacchi in doppia fila, in qualunque modo e senza curarsi minimamente dei divieti, è solamente un legame morboso che lega l’uomo alla macchina.
Alla fine di questo discorso viene proprio la voglia di lasciare la macchina a casa e fare una passeggiata a piedi, in pieno centro, via Marco Minghetti dal “cannolicchio” verso la sede del comune,
possibilmente sul marciapiedi di sinistra... uno spettacolo della natura! Escrementi di piccioni a mo’ di tappeto tra le ortiche e i paraurti di quelle macchine che sono parcheggiate talmente bene da
non lasciare, a volte, neanche lo spazio per passare.
Premettiamo che la critica che stiamo muovendo non ha alcuna cattiveria dietro, ma è semplicemente rivolta a far notare un problema.
Concludiamo dicendo che saremo disposti a collaborare con chiunque voglia contribuire alla risoluzione di questi piccoli ma fastidiosissimi problemi.
Salvatore Zuppardo e Maria Rosa Falco
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