Palermo, 19 dic. - (Adnkronos) - "Il tempo e' scaduto. Se non si fara' qualcosa presto la Sicilia si ritrovera' in una situazione peggiore della Campania''. Lo dicono Legambiente Sicilia e Wwf, secondo le quali ''la ricapitalizzazione dell'Amia, tramite la cessione di quote azionarie di altre municipalizzate, non solo non e' la strada giusta per tappare l'attuale buco finanziario, ma rischia di trascinare nel baratro in cui si trova l'Amia anche le altre societa'''. Le due associazioni ambientaliste hanno scritto all'Assemblea regionale siciliana e al Governo Lombardo un lungo documento in cui viene analizzata la drammatica crisi che sta vivendo la gestione dei rifiuti a Palermo, assurta all'onore delle cronache nazionali.
''La crisi dell'Amia si poggia su due aspetti, finanziario e sociale, che devono essere risolti insieme - dicono - Ma anche il nuovo management dell'Amia dimostra mancanza di strategia e lungimiranza. Il Piano industriale presentato per uscire dalla crisi affronta solo l'aspetto finanziario con la nota proposta di ricapitalizzazione senza apporto di liquidita' e un incremento del costo dei servizi".
"Nessun piano di ristrutturazione dell'azienda che entro un anno dovra' misurarsi a gara di evidenza pubblica, nessuna strategia per rispettare l'obbligo di raggiungere in tutta la citta' il 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2010 - accusano Wwf e Legambiente - Solo un grande sforzo per finanziare gli investimenti del vecchio Piano dei rifiuti regionale. Un piano, che pero', e' gia' sorpassato". Le due associazioni chiedono al Governo e all'Assemblea regionale un "chiaro e inequivocabile messaggio" a favore della raccolta porta a porta in tutta la Sicilia, sull'esempio degli Ato Belice Ambiente, Kalatambiente, Sogeir assieme a una "immediata riforma degli Ato".