Micotossine nel latte in polvere e negli omogeneizzati. Effetti ormonali nei bambini.

di Movimento Terra è Vita 06.11.2011

Uno studio di un gruppo di ricercatori dell’ Universita’ di Pisa, guidato da Francesco Massart e pubblicato sulla rivista internazionale The Journal of Pediatrics, ha dimostrato che i problemi di puberta’ precoce – in progressivo aumento in Italia – di cui soffrono le bambine, potrebbe essere dovuto ad alcuni contaminanti presenti nel latte in polvere e negli omogeneizzati di carne. Si tratta di una micotossina, lo zearalenone, prodotta dai funghi Fusarium, che si sviluppa principalmente sul mais e altri cereali minori nelle zone umide e che puo’ arrivare nel latte e nella carne attraverso animali alimentati con mangimi contaminati. Tale tossina, come i suoi derivati metabolici, ha un’attività ormonale anabolizzante ed estrogenica già ampiamente dimostrata dagli stessi ricercatori in un precedente studio pubblicato nel 2008 nella stessa rivista. In esso si denunciava un aumento del numero di bambine con pubertà precoce proprio perchè esposte alla micotossina estrogenica. Col nuovo studio, i ricercatori hanno completato la precedente inchiesta, andando a identificare senza ombra di dubbio la fonte di estrogeni, dimostrando che si trova in alcuni latti ed omogeneizzati per l’infanzia. Per farlo, hanno analizzato 185 campioni di latte artificiale commercializzati dalle 14 maggiori ditte attive in Italia. In particolare, sono stati analizzati 11 tipi di latti per neonati pretermine e 26 tipi di latti per nati a termine. Inoltre sono stati analizzati 44 campioni di sette ditte di omogeneizzati di carne e per ogni tipo di prodotto sono stati analizzati almeno cinque campioni da lotti diversi. Lo zearalenone è stato riscontrato in 17 (9%) campioni di latte (concentrazione massima 0.76 microgrammi per litro); il metabolita alfa-zearalenolo è stato riscontrato in 49 (26%) campioni di latte (concentrazione massima 12.91 microgrammi per litro) mentre il beta-zearalenolo è stato trovato in 53 (28%) campioni (concentrazione massima 73.24 microgrammi per litro). I ricercatori hanno calcolato un’ assunzione media giornaliera di questa tossina per un lattante che usi i latti contaminati pari a 5,9 microgrammi per chilo di peso corporeo ogni 24 ore. Limiti questi che superano anche di 10 volte le soglie massime di tolleranza indicate dalla Fao e dall’ Oms. Il Joint FAO/WHO Expert Committee on Food Additives (JECFA) ha stabilito, infatti, un livello massimo tollerabile provvisorio di assunzione giornaliero per lo zearalenone ed i suoi metaboliti (incluso l’alfa zearalenolo) di 0.2 μg/kg per peso corporeo. Lo zearalenone, secondo l’ Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, non e’ classificabile come agente cangerogeno per l’ uomo.

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