Calogero Zuppardo è nato nel 1952 a Camporeale. La sua passione per l’artigianato artistico nasce all’Istituto Statale d’Arte di Palermo che ha frequentato dal 1966. Fra i professori molti
portavano avanti idee “sperimentaliste” e del design industriale, ma c’era ancora qualcuno legato alla ricca tradizione dell’artigianato palermitano come la professoressa di Storia dell’Arte, Sofia
Cuccia che, contraria alla separazione tra quelle che erano chiamate “arti maggiori” o “pure” e “arti minori” o “applicate”, aveva una grande passione per il lavoro manuale.
Durante una visita all’ Istituto d’Arte e ad alcune fabbriche di Cantù, Zuppardo vide come gli artigiani che lavoravano insieme aggiungevano qualità e competitività alla loro produzione ed intuì che
l’affievolirsi dei legami di collaborazione fra artisti, architetti ed artigiani era una delle cause della crisi economica e culturale della Sicilia. Iscrivendosi alla facoltà di Architettura di
Palermo, Calogero Zuppardo si imbatté subito in un grande maestro: il professore Giuseppe Susani, veneto, convinto marxista, che si definiva ateo, ma che, con la sua eccezionale onestà intellettuale,
lo aiutò a prendere coscienza e ad affezionarsi alla sua identità di siciliano e di cattolico. L’amicizia con Susani durò per tutta la carriera universitaria e fin oltre la laurea, traducendosi anche
in una ricca collaborazione professionale.
In quegli anni, abitando nel centro storico di Palermo e studiandone l’architettura, comprese che la qualità delle opere prodotte in un determinato luogo e tempo dipende sì dalle genialità personali,
ma soprattutto dal contesto culturale. E studiando la storia e l’architettura del Baglio di Camporeale, che una piccola comunità della Compagnia di Gesù ha costruito per rendere visibile
l’ideale della sua fede, nacque in lui il desiderio di un luogo in cui lavorare in compagnia. Nell’estate del 1983 un’incontro imprevisto dà una svolta alla sua vita. Al Meeting per l’Amicizia
tra i Popoli di Rimini, vide che quel desiderio, a lungo coltivato, era vissuto concretamente in una compagnia di amici.
Da cinque anni Zuppardo lavorava come architetto nella ricostruzione del suo paese, che, come gli altri centri della Valle del Belice, aveva subito i danni del terremoto e quelli ancora più
devastanti della mafia, e si rese conto che occorreva riannodare il filo che legava il luogo alla sua origine, e da questo ripartire per riedificare, oltre alle case e all’economia, il gusto
per la Bellezza, per la Verità e per la Pace. Con alcuni amici, dopo aver fondato l’associazione Pro-loco di Camporeale, di cui è stato presidente fino al 1990, ha promosso una serie di iniziative
culturali: convegni, mostre d’arte, manifestazioni ambientaliste che hanno incoraggiato soprattutto chi lavorava nell’agricoltura biologica e nell’artigianato del legno.
Nel 1984 aderì allo Studio Iride, fondato un anno prima da due giovani architetti: Filippo Vannelli e Roberto Alabiso, che avevano riscoperto l’antica tradizione vetratista palermitana. Con Filippo
Vannelli e più a lungo con Roberto Alabiso, del quale ha sempre ammirato la straordinaria passione e perizia per il vetro, condivise un’affascinante esperienza di lavoro progettando, realizzando e
restaurando vetrate in numerose chiese, in edifici pubblici e case private. Nel mese di marzo del 1989, a Milano, durante l’assemblea nazionale della Compagnia delle Opere, un gruppo di
artisti ed architetti rifletteva su come l’incontro cristiano provoca ad una straordinaria passione per la realtà. In quell’occasione Calogero Zuppardo e Americo Mazzotta si conobbero e decisero di
lavorare per verificare insieme ciò che si era detto. Iniziò così il loro rapporto di lavoro e di amicizia.
Nel 1990 con alcuni amici e compagni di lavoro fondò l’Associazione Il Baglio, della quale è tuttora presidente, che, come recita lo statuto, si propone di sviluppare lo spirito di mutua
collaborazione ed assistenza fra gli artigiani e di questi con operatori impegnati nel campo dell’arte e della cultura. Nel 2001, a Vienna, insieme a Georg Stein, responsabile di un gruppo di artisti
che si riuniscono per auspicio del Cardinale Cristoph Schönborn, e allo scultore spagnolo Angel Luis Schattl Navarro, ha costituito il gruppo internazionale Imago Unitatis per la diffusione dell’arte
sacra cristiana come modalità di annuncio della fede.
Dal 1994, coordina il Corso di Arte e di Iconografia Cristiana, un itinerario culturale ed ecclesiale che toccando Cefalù, San Martino delle Scale, Roma, Vienna e Venezia ha arricchito una rete di
collaborazione operativa, sempre più grande per bellezza e professionalità. Nel 2002 nasce L’Opificio delle Arti di Calogero Zuppardo che progetta, realizza, restaura vetrate ed oggetti in
vetro collaborando con altri artisti, architetti ed artigiani. Una ditta individuale che ama la compagnia.